Atterraggio nei Mondi Esterni

LA MIA ESPERIENZA IN "THE OUTER WORLDS"

PARTE UNO


The Outer Worlds è stato un gioco particolare per me: non sono un grande amante degli GDR nudi e crudi, nonostante ne abbia giocati vari tra i quali Skyrim, i vari Dragon Age, The Witcher 3, e anche perle di un passato un po’ più lontano tipo Fable e Fable 2, passando perlopiù dai JRPG.

Eppure da non grande amante dei giochi di ruolo su schermo, ho sempre nutrito una forte ammirazione per il team di sviluppo Obsidian ( più per visto che giocato), e data anche la recente uscita delle macchine di nuova generazione e la promessa dei 60 fotogrammi al secondo in the The Outer Worlds, mi decisi a scaricarlo e giocarlo sulla Xbox Series X, dopo che anni or sono lo abbandonai su Xbox one per colpa della frequenza di aggiornamento bloccata a 30 che mi nauseava un po'.

Onestamente penso che sia uno dei giochi più interessanti a cui abbia mai giocato, uno di quei giochi che è lontano anni luce da essere un capolavoro, anche soprattutto per la sua natura di titolo doppia A. The Outer Worlds è uno di quei titoli che con tutti i suoi difetti riesce comunque a entrarti piano piano nel cuore; la seconda volta che lo iniziai sulla nuova Xbox venni subito conquistato dal tono un po’ esilarante che il gioco proponeva nelle varie battute e i vari dialoghi mi strapparono sempre un sorriso; bastò però poco avanzando nel gioco per ritrovarsi di fronte a un mondo completamente allo sbando, e tutte quelle componenti umoristiche per quanto continuino a far sorridere guadagnano subito tanta amarezza poiché gli abitanti di quasi tutte le colonie che compongono il sistema solare di Alcione vivono in una praticamente profonda schiavitù, di cui però essi stessi, salvo pochissimi casi, ne siano completamente ignari.


LUNGA ACQUA E LA SERRA




XBOX MICROSOFT OUTER WORLDS
Il logo è sicuramente ben riuscito.

A Lunga Acqua il giocatore è spinto ed obbligato ad andarci per reperire il pezzo di ricambio della nave spaziale appena "ricevuta".

Appena arrivai alla città di Lunga Acqua trovai degli abitanti con un modus operandi da automi, capaci solo di provare gratitudine per le Soluzioni Spaziali e le regole imposte dall' azienda e che venivano completamente rimbambiti e/o spaventati da qualsiasi cosa fosse diversa dal loro modo di vivere e da quello che gli veniva imposto dalle Soluzioni Spaziali.

Gli abitanti di Lunga Acqua vivono una vita misera: lavorano tantissime ore al giorno, tutti i giorni, sono sporchi e vivono quasi alla fame e anche la più semplice malattia può risultare fatale per loro in quanto essendo bassi di produzione nella fabbrica di Saltonno, ricevono meno approvvigionamenti dalla grande corporazione con il logo della Luna;

Mi fecero una grandissima pena e fu semplice affezionarmi al primo personaggio accompagnatore del gioco: la meccanica Parvati.

Per quanto anche lei sia molto suscettibile e spaventata dal fare o provare qualsiasi cosa venga definita diversa dalla normale vita della cittadina, ha un qualcosa che manca a molti abitanti: la curiosità; la presi subito con me e cominciai a girovagare per le lande sature di colori intorno alla cittadina che puzza di Tonno in sua presenza (ovviamente anche per questioni di gameplay in quanto combattere in due è molto più facile che combattere da soli).

Aiutai, assieme a Parvati, qualche abitante con piccoli problemi quotidiani e in breve venni subito a conoscenza tramite piccole richieste da parte del Sindaco di un posto chiamato La Serra.

La Serra è un piccolo insediamento creatosi da alcuni abitanti di Lunga Acqua che sono scappati alla vita misera offerta dalla cittadina per vivere in modo primitivo, ma libero dal giogo della ghignante corporazione.

XBOX PARVATI OUTER WORLDS
La Meccanica di nave, Parvati.

Il gioco dopo poco tempo ti mette di fronte alla prima scelta molto importante da compiere per guadagnare l' agognato ricambio indispensabile a far volare la nave appena ricevuta, l ' Inaffidabile.

Bisogna dirigersi al decrepito generatore geotermico di corrente elettrica che alimenta i due insediamenti e una volta li, estraendo il modulo di ricambio per la nave spaziale, decidere dove dirigere l' energia restante; quindi scegliere se togliere la corrente elettrica alla Serra e quindi lasciar morire di stenti i pochi fuggitivi, oppure togliere la corrente alla città di Lunga Acqua facendo così chiudere definitivamente la raffineria di SalTonno, con conseguente mancanza di approvvigionamenti dalle Soluzioni Spaziali e quindi la morte della cittadina. In quel momento io avevo già deciso quale sarebbe stato il carattere del mio Avatar, volevo farlo un po’ simile a me, perlomeno dal lato degli ideali, ma lo avrei voluto anche fare un po’ più intraprendente e scaltro; insomma alla fine era stato scongelato da meno di una giornata da un sonno criogenico durato un’eternità, quindi le sue prospettive di vita erano al limite.

Il mio avatar sarebbe stato quindi un diplomatico, intraprendente ma anche crudele con chi lo fosse a sua volta.

Avevo così due strade di fronte: far prosperare Lunga Acqua con conseguente vittoria delle corporazioni sui fuggitivi della Serra oppure dare una lezione agli abitanti di Lunga Acqua facendogli capire che si possa vivere anche senza essere sotto ad una pesante dittatura che non si curi di loro. Decisi così di lasciare la poca corrente che riusciva a mettere in moto il generatore Geotermico alla Serra e fu così che tolsi la corrente da Lunga Acqua; anche Parvati fu dispiaciuta di questa mia scelta perché non aveva ancora capito cosa significasse la parola “vivere”, ma mi sostenne ( penso più che altro, anzi solo per questioni di games design, nonostante i dialoghi riguardo a questa mia scelta,furono molto interessanti ).

Una volta tornato a Lunga Acqua ci rimasi male perchè non avevo calcolato l' effetto propagandistico che il Sindaco aveva svolto sui mentalmente deboli abitanti: per loro ero un traditore che voleva uccidere tutti e basta, in quanto nella loro mente non fu proprio possibile nemmeno pensare all' idea di ribellarsi alle mega corporazioni;

Gli abitanti della cittadina preferirono morire cercando di combattermi piuttosto che aspettare la fine oppure prendere iniziativa e lasciare il posto in rovina.

Fu così che dovetti togliere la vita anche ai vecchietti e a tutti quelli che avevo aiutato una volta arrivato nella piccola cittadina fatiscente, la loro gratitudine divenuta soltanto odio contro chi stava per stravolgergli la vita, fu abbastanza triste e doloroso da fare…

Con il pezzo di ricambio e ancora più odio verso le “Soluzioni Spaziali”, dalla cittadina in fiamme, partii in cielo alla volta della Pioniera, una nave spaziale orbitante grossa quanto una piccola città.

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