Life is Strange: True Colors


Info:

Sviluppatore: DeckNine

Piattaforme: PC/ Xbox Series X|S/ Ps5/ Ps4/ Xbox One/ NintendoSwitch/ Stadia.

Genere: avventura grafica in terza persona.

Data di uscita: 10/09/2021

Prologo:


Life is Strange è una serie di avventure grafiche tridimensionali in terza persona nata nel 2015, il gameplay base consiste nel muovere il/la protagonista, in un mondo tridimensionale poco esplorabile, per interagire con oggetti o persone tramite scelte di dialogo o azioni che influenzano il futuro della narrazione, il tutto accompagnato dall' uso del potere sovrannaturale in possesso del/la protagonista.

Non sono un grande giocatore di avventure grafiche, le apprezzai più che altro ai tempi del Nintendo DS e perlopiù su quella piattaforma, ultimamente ne ho giocate davvero poche.

Life is Strange di base è una serie che non mi ha mai preso veramente, sopratutto perchè i giochi sono sempre stati pubblicati ad episodi, formula che non mi va particolarmente a genio.

Il terzo capitolo della serie mi attirò subito per le tematiche che venivano proposte nei comunicati stampa e nei trailers, ma aspettai comunque, non volendolo prendere a prezzo pieno.

True Colors lo scaricai quindi dal Gamepass, senza troppe pretese, ma a differenza dei precedenti, narrativamente parlando mi prese abbastanza, fin da subito.



BENVENUTI IN COLORADO:



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Alex Chen, la protagonista.

Il gioco inizia con una cinematica in prima persona dal punto di vista della psicologa che segue il caso di Alex Chen, la protagonista.

Protagonista che dopo aver vissuto la quasi totalità della sua vita in una casa famiglia, ottiene il permesso di uscire e di tornare a vivere con il suo fratello adottivo Gabe, in Colorado.

La cinematica iniziale finisce con la dottoressa che chiede ad Alex se suo fratello sappia dei suoi problemi, con la classica risposta da super eroe in cui Alex afferma che vorrà essere una ragazza normale in un paese normale.

Cambio scena ed Alex scende dal pulmino, il colorado sembra regalare degli scorci quasi idilliachi, Haven sembra un paesino perso nel tempo: un piccolo paradiso rurale colmo di fiori colorati e costruzioni in legno, circondato da montagne innevate.

Dopo pochi passi nella piccolissima area iniziale Alex viene accolta da Gabe dove parte il primo gameplay che costruirà il rapporto iniziale tra fratello e sorella, attraverso poche scelte narrative da compiere.

Sempre in questo prologo iniziale Alex fa capire al giocatore il suo "problema" che consiste nel vedere un' aura colorata ( il colore cambia in base al sentimento) attorno alle persone che stanno rimuginando ed essere inondata dello stesso pensiero e sentimento.


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L' ingresso del paesello, non c'è che dire, sembra bellissimo.


UN PAESE DAVVERO PARADISIACO?


Gabe mostra ad Alex l' ingresso del paese, che si presenta come un paesino di montagna vivace e colorato, la cui componente tecnica per quanto sia evidente non sia il top, riesce comunque a far apprezzare il lavoro artistico svolto per dare un' identità alla cittadina.

Inizia quindi il gameplay vero e proprio (per quanto sia comunque una avventura interattiva al 100%) e posso muovere Alex nel primo locale in cui mi porta la narrazione.

Alex è piacevole da muovere, nonostante abbia delle animazioni della camminata non proprio eccellenti ed interagire con gli oggetti è abbastanza semplice in quanto basta avvicinarsi e poi ad ogni tasto del pad viene associata un' azione che sarà sempre la stessa per tutta la durata dell' avventura ( es. da PC/Xbox con il tasto Y Alex darà un' occhiata all' oggeto in questione).

Le scelte narrative da prendere nei dialoghi iniziali sono tante e sono spesso diverse, in modo da dare l' impressione che il risvolto narrativo sia completamente diverso in base alla scelta; ovviamente questo elemento sarà valido solo per le questioni più importanti, mentre per quelle meno di rilievo porteranno solo a linee di dialogo differenti.

La prima ora di gioco la passo a conoscere i vari abitanti e amici di Gabe della cittadina, in un susseguirsi di dialoghi piuttosto semplici e frivoli.

Quasi come un orologio svizzero, dopo esattamente un' ora appare il primo "colpo di scena" in cui capisco appieno il potere di Alex: durante una lite furiosa tra due personaggi, Alex si fa assorbire totalmente dall' ira che prova uno dei due litiganti e ne viene impossessata, sfogandosi con la forza.

Il gioco comincia a prendere una piega un po' più seria, fino ad un altro evento che per quanto non innovativo o eclatante, ne in ambito videoludico ne in ambito cinematografico, riesce a farmi ancorare più stretto alla narrazione e a farmi bramare di saperne di più.


I TANTI COLORI DI HAVEN:


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Ho aprezzato le soluzioni visive e lo stile artistico utilizzato per l' opera, colorato come piace a me.


Il titolo per quanto sia incentrato sempre nello svolgere le stesse cose, ha anche dei momenti che ne cambiano totalmente lo stile della narrazione e del gameplay, sebbene siano sempre varianti un po' abbozzate e mai troppo approfondite, ho trovato che per un gioco con un gameplay ridotto all' osso siano un ottimo metodo sia per dare un po' di movimento alla narrazione sia come un buon incentivo per cacciare la noia.

Purtroppo ho trovato alcuni problemi di scrittura che per quanto non snaturino la trama portante del titolo, ne sporcano un po' il contorno: ad esempio tante volte alcune rivelazioni non ricevono le reazioni meritate dai vari protagonisti mentre passando al potere di Alex, nella maggiorparte delle scene di contorno non porta a nessun tipo di risultato e spesso è quasi un accessorio.

Altro piccolo problema sono le "missioni secondarie" in cui mi è capitato molte volte di trovarmi di fronte a persone in difficoltà, da aiutare con il potere di Alex, per poi non ricevere bonus di nessun tipo se non una percentuale a fine capitolo di quante persone abbiano risolto tali " missioni".

Progredendo nei vari capitoli è chiaro che i pochi finali siano ben scritti e che i dialoghi e le scelte morali attuate durante l' arco delle ore siano solo per delineare il carattere di Alex e gli eventi secondari dei personaggi che la circondano, trovo che di per se non sia un male nonostante i limiti evidenti.

Il lato tecnico ha alti e bassi; Lato sonoro si fa apprezzare sopratutto per il doppiaggio in inglese che è quasi sempre di ottimo livello e riesce sempre a combaciare con le ottime animazioni facciali di tutti i personaggi primari, qualche sbavatura ogni tanto si vede ma mediamente il gioco si attesta su ottimi livelli da questo punto di vista; escludendo le ottime animazioni facciali, il resto del comparto tecnico non è certo di alto livello dato che ci sono tantissime texture in bassa risoluzione e molte animazioni sono piuttosto basilari; nonostante ciò sia su xbox One X che su Xbox Series X (console sulle quali ho provato il titolo) il gioco visivamente non appare mai "brutto", semplicemente alcune scene paiono un po' "sporche".

Su Ps5 e Xbox Series X i preset grafici non fanno gridare al miracolo dato che impostando i 60 fotogrammi al secondo la risoluzione scende parecchio, ma personalmente non ho avuto il minimo problema a giocare a 30 fps ( con il solito finto ray tracing attivo che però serve a poco niente).

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Il bar, uno dei luoghi chiave che compone la narrazione.

Non ho apprezzato particolarmente il finale, mi è parso troppo sbirgativo, ma nel complesso è stata una buona esperienza che ho condiviso per tutta la sua interezza con la mia compagna.

Sempre divertente il finale di capitolo dove si vedono le varie direzioni che poteva intraprendere la questline principale ( e quelle secondarie ovviamente), con le percentuali dei giocatori online.

In definitiva posso dire tranquillamente che il titolo a me sia piaciuto nonostante non sia un fruitore usuale di questo genere di avventure, ma anzi, quasi un detrattore, a voi decidere se questo sia un bonus o un malus.











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