Metroid Dread

Aggiornamento: 22 apr


Info:

Mercury Steam / Nintendo

Piattaforma: Nintendo Switch

Genere: Azione/piattaforme/metroidvania

data di uscita: 10/10/2021



PROLOGO:


Questo è forse uno dei pezzi che scrivo con più voglia ma che mi servirà di meno rileggere in futuro, il motivo è chiaro: Metroid è la mia saga videoludica preferita in assoluto, sebbene non sia un completista, uno speed runner e nemmeno sappia a memoria tutte le mappe di tutti i titoli della saga, Samus e l’universo che la circonda sono i miei punti di riferimento nel mondo del videogioco da sempre.

Dubito fortemente che mi dimenticherò mai l’emozione che provai al reveal trailer del titolo, quandò partì la traccia, così famigliare e così aliena, il mio respiro accellerò, un colpo sordo e Samus appare nell’inquadratura, spara a un grosso Robot e poi si da alla fuga, il cuore mi batteva all’impazzata, non potevo credere a ciò che stavo vedendo…l’inquadratura cambia e quasi soffoco nel vedere che il gioco non fosse Metroid Prime 4 ma bensì un gioco in 2D e mezzo, quindi un capitolo principale…Samus viene presa e trafitta dal Robot, appare la scritta Metroid a centro schermo con un cupo e pericoloso sfondo rosso…e prima che parta la sequenza di gameplay il sottotitolo DREAD fa la comparsa con un remix del main theme principale della saga, quasi non svenni: Samus stava tornando in due giochi distinti e Nintendo aveva riesumato il titolo storico cancellato nel 2006. Mi è logico pensare che tutto ciò non lo scorderò facilmente, ma nel caso dovessi emozionarmi di nuovo, avrò un pezzo con cui comparare tale amore per il brand e il media in generale.


Metroid dread fusion suit
La nuova tuta fusione di Samus è veramente spettacolare

OBIEZIONI SIGNORINA?:

Il gioco si apre con un breve filmato a immagini, che riepiloga brevemente il passato della serie 2D, il filmato è davvero ben riuscito per chi come me ha giocato tutto, con varie chicche interessanti ad arricchirlo, ma penso sia un po’ misero per chi invece dovesse approcciare la serie per la prima volta.

ADAM EMMI METROID
Uno dei primi dialoghi in cui "ADAM" ci parla degli E.M.M.I.

Viene inquadrata Samus con la sua nuova Termotuta, al comando della nave spaziale rubata nell’ultimo capitolo, si trova a indagare per conto della federazione galattica su un messaggio che palesa il possibile ritorno degli X sul pianeta ZDR, viene subito fatto esplicito il fatto che Adam sia la IA della navetta di Samus, cosa che associo un po’ a Master Chief e Cortana, il che mi lascia leggermente stupito; il filmato introduttivo è molto cinematografico e ben congegnato.

Samus atterra sul pianeta e al cambio inquadratura la notiamo stesa a terra ,senza poteri e con di nuovo addosso la tuta fusione, una volta sistematasi, con un altro cambio di scena viene mostrato cosa ha portato a quella amnesia fisica che contraddistingue la saga da sempre, Samus trova l’origine del segnale inviato alla federazione, ma ad aspettarla c’è un grosso Chozo Guerriero con una Tuta simile alla sua, parte subito uno scontro perfettamente animato e Samus ne esce sconfitta, viene lasciata a terra svenuta.


LA TUTA CALZA ANCORA PERFETTAMENTE:

Parto a giocare e dopo pochissimi minuti sono già certo che i controlli siano i migliori mai visti su un metroidvania: Samus è agilissima, si muove con prontezza e non ha mai un tentennamento, sebbene fossi solo a inizio gioco, mi ritrovai subito a pensare che Samus fosse maturata tantissimo lato combattimento e che i ragazzi di Mercury Steam avessero fatto un lavoro straordinario sui movimenti, sulle animazioni e sul controllo della protagonista.

In pochi minuti mi ritrovo a faccia a faccia col primo E.M.M.I.(i robottoni indistruttibili e letali sviscerati nei trailers)mezzo distrutto, e apprendo come eliminarlo tramite un power up monouso ,capisco che l’iter per eliminare gli altri sarà il medesimo e che potrebbe portare a un po’ di ripetitività.

La paura di essere deluso che mi portavo appresso fin dal reveal trailer sparisce velocemente, mi sembra di giocare ai giochi che amavo 20 anni prima, ma in modo decisamente più dinamico ed esaltante.

Samus è cresciuta ed ancora più letale, dura, grezza e sicura di se, è una macchina di morte e sa di esserlo, quei filmati che esaltavano questi sentimenti mi lasciarono gasatissimo.


MEtroid dread samus nintendo switch
Sia la rappresentazione che il level design degli ambienti vantano una qualità vertiginosamente alta.

Non mi ci vuole molto a capire cosa ho tra le mani, mi trovo dopo poche ore ad ammirare un level design sublime, dove un mondo intricatissimo è sapientemente posto di fronte al giocatore, sembra di essere quasi guidati, come se fosse un lungo corridoio da percorrere ma basta fare un minimo di backtracking per recuperare oggetti secondari, che appare immediata l’anima di Metroid: la mappa è un labirinto e basta davvero poco per perdersi, ogni anfratto può nascondere qualcosa e con la giusta malizia si possono tracciare strade nuove o addirittura non scoprire mai strade che il gioco vorrebbe renderti quasi “principali da seguire”.

Samus e i suoi nemici sono animati benissimo e i fondali sono perlopiù interessanti, mi ritrovo spesso a fermarmi e ad ammirarli e mentre li guardo riesco a immaginarli come se li stessi vedendo con gli occhi di Samus, ogni quadro di gioco potrebbe benissimo prendere vita anche con una visione in prima persona per quanto siano realistici.

La difficoltà di gioco è tarata decisamente verso l’alto, gli E.M.M.I. sono tosti da evadere e le sezioni che pattugliano molto angoscianti, mentre mid-boss e i boss veri e propri sono decisamente difficili da gestire causando tantissime volte l’apparizione a schermo della scritta Game over, per fortuna i check Point sono frequenti, addirittura troppo (forse) per l’anima del gioco.

La soundtrack di gioco non è proprio memorabile ,come invece ci ha sempre abituato la saga, ma da un ottimo ritmo all’esplorazione, gli effetti audio del gioco invece sono decisamente ben fatti.


UN NUOVO CULT?

La progressione e l’esplorazione vanno di pari passo e il backtracking è molto frequente ma mai ripetitivo grazie a un ottimo level design che da sempre suggerimenti visivi su dove avventurarsi per rimanere sulla “via giusta”, Samus guadagna velocemente

equipaggiamento e si fa via via più inarrestabile; Proprio questo ultimo elemento però va un po’ a cozzare con alcuni punti chiave del titolo: gli EMMI dopo 3-4 ore di gioco cominciano non solo a non essere più così terrificanti, ma addirittura si rivelano delle scocciature perchè sebbene siano invulnerabili ai colpi di Samus , essa diventa via via più agile, veloce e piena di trucchi per evitare di essere presa, inoltre la morte per mano di essi mi riporta sempre alla portella precedente a dove sono morto e questo rompe un po’ il ritmo e mi chiarisce subito che gli E.M.M.I. non sono minimamente terrificanti come lo era al tempo SA-X in Metroid Fusion.

Samus sax dread fusion
SA-X nel nuovo artwork, ben più spaventosa degli E.M.M.I.

LA FINE DEL VIAGGIO TRENTENNALE:


E’ innegabile il fatto che avessi una paura tremenda di giocarci all’ inizio, per quanto non vedessi davvero l’ora di immedesimarmi di nuovo nella tuta fusione di Samus, avevo una paura cieca di essere deluso, perché sebbene avessi giocato tutti i capitoli della saga, avevo anche imparato ad amare e apprezzare giochi come Hollow Knight e i due Ori( oltre a varie perle minori), la comparazione con essi sapevo che sarebbe stata immediata; pensavo anche seriamente che sarebbe stato difficilissimo riportare in auge una serie del genere, nel 2021, per fortuna mi sbagliavo.

Mi è chiarissimo il fatto di trovarmi di fronte al mio capitolo preferito della saga (sicuramente quella 2D almeno), sebbene non sia perfetto sotto alcuni aspetti, ad esempio il fatto di avere così tanti mid-boss tutti simili tra loro ma con 3-4 varianti(che affronto comunque volentieri anche se ritengo che qualche miglioria in tal senso la avrebbero potuta inserire), e la già citata parte degli E.M.M.I. che perde di mordente già a metà gioco; non posso però far altro che gioire ogni volta che prendo i joycon in mano perché ogni scoperta, ogni movimento e ogni combattimento risultano sempre estremamente gratificanti ed appaganti.

Un altro punto su cui contavo molto era la narrazione dell’ avventura, in pieno stile Metroid, mi sento sempre solo e isolato nelle claustrofobiche sale che compongono il mondo di gioco e la narrazione mi ha regalato più volte forti emozioni: momenti di pura estasi e stupore anche nei diversi colpi di scena;

Mi sento un po’ deluso dal finale, per quanto sia esplosivo, avrei preferito che venisse approfondito di più e che venisse svelato in modo esaustivo una volta per tutte il legame tra Samus e la Federazione Galattica dopo gli avvenimenti di Fusion.

Dopo averlo finito al 100% in 4 diverse Run a diverse difficoltà, posso tranquillamente dire che fra Metroid Dread e Metroid prime 2, faticherei non poco a decidere quale sia il mio gioco preferito di sempre.

Il gioco non risulta lunghissimo da completare ma come da tradizione vanta una rigiocabilità incredibile e ricompensa anche il giocatore in base a percentuale di completamento e tempo dello stesso, con artwork 2D di vario tipo, legati al titolo o alla saga in generale.





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