Nella Giungla con Lara


SHADOW OF THE TOMB RAIDER

Data di uscita: 14/09/2018

Genere: Azione/ avventura/ Stealth

Piattaforme: Ps4/ Xbox One/ PC/ Stadia/ Mac



LE MIE SENSAZIONI ACCANTO A LARA CROFT:


Ho giocato l'intera trilogia della rinascita di Tomb Raider su Xbox ( i primi due su One X e l’ ultimo su Series X) nonostante non ne fossi un grandissimo fan.

Mi approcciai al primo Tomb Raider del nuovo corso per curiosità e per il legame emotivo che avevo con la Lara Croft della saga originale, nonostante non le fossi mai stato legato come lo sono ad esempio con altri personaggi come Samus, Master Chief o Zelda e Link.

A dirla tutta il Tomb Raider di Eidos eCrystal Dinamics non mi fece nemmeno impazzire, da non amante dei giochi narrativi in generale, e da non amante della narrazione portata avanti dal titolo, che affiancava sempre momenti scriptati molto realistici ad altri "giocati" estremamente arcade e fuori contesto rispetto ai primi; eppure il legame puramente nostalgico che provavo con Lara mi ha spinto a continuare la saga.

Approcciai poi Rise of The Tomb Raider che trovai molto più coinvolgente del predecessore nonostante continuassi a trovarci gli stessi difetti e infine sempre per nostalgia giocai anche Shadow of The Tomb Raider.


Francamente nessuno dei tre titoli mi emozionò granchè ne a livello di lore e di trama ne di progressione, con una piccola eccezione per il sistema di combattimento nelle sezioni stealth, che per quanto molto basilare mi soddisfaceva abbastanza.

Eppure l' ultimo capitolo delle avventure di Lara, a differenza dei due predecessori, mi fu parecchio caro in alcune situazioni.


UNA GIUNGLA SOFFOCANTE:


Le sezioni nella giungla mi piacquero molto, e per molti aspetti.

Innanzitutto Shadow of the Tomb raider non lo giocai a 30 fps come i precedenti ma grazie all’ fps boost riuscii a giocare a 2160p 60fps su Series X ( consiglio però il VRR), e avere 30 frames extra non mi dispiacque per nulla, sopratutto nelle sezioni un po’ più veloci e negli ambienti molto occlusi dove ritrovai una pulizia generale migliore data la frequenza di aggiornamento più alta, limitando poi parecchio il motion blur.

Ovviamente non furono certo i frames extra a farmi piacere di più il gioco, ma fu l’ immedesimazione che il comparto creativo di Eidos e Crystal Dinamics era riuscito a donare alle parti nella claustrofobica giungla, che Lara fu costretta ad esplorare.

Trovai davvero immersive le sezioni nella soffocante giungla peruviana, rappresentata a schermo davvero viva e realistica:


Un mare di piante, alberi e arbusti a perdita d’ occhio, il Sole quasi oscurato dalla spessa coltre di foglie in grado di donare un po’ di pace dal calore soffocante che inonda la zona, mentre piccoli animali passeggiano e fuggono alla vista della bella protagonista.

L’ immedesimazione maggiore arrivò però non tanto dal bellissimo ed egregio lavoro tecnico e grafico del titolo, ma da quello sonoro:

Il gioco venne sviluppato nativamente per il Dolby Atmos ( sia quello “vero” che quello per cuffie) e da quel lato trovai il lavoro immenso; indossando le mie cuffie Sennheiser mi ritrovai nella giungla assieme a Lara, tutti i rumori venivano posizionati intorno alla mia testa in maniera perfetta, potei davvero immergermi nella foresta peruviana e ascoltare con le orecchie della bella signorina Croft; ad ogni passo di Lara sentivo tutto intorno a me il vivere della foresta, dove gli animali a terra muovevano le foglie causando fruscii e trascinamenti, con le loro piccole zampette buffe mentre gli uccelli muovendo le fronde degli alberi intenti nello sbattere le piumate ali, riuscivano a causarmi spesso piccolo spaventi, o perlomeno mettendomi in allerta; vi erano proprio momenti in cui fermavo Lara per rimanere all’ ascolto dell’ ambiente circostante, cercando di capire se si fosse trattato di qualche bestia innocente o qualcosa di più pericoloso come un giaguaro od un ben più letale Homo Sapiens Sapiens.

Anche combattere nella giungla, contro gli uomini della trinità fu davvero piacevole secondo il mio punto di vista, sopratutto lato immersivitá e anche qui grazie sopratutto all’ audio in cuffia, proprio atto ad aiutare il robusto motore di gioco a rappresentare la vita nella giungla nei panni della mora archeologa: sporcarsi viso e vesti di fango e calarsi nei panni della bestia in agguato pronta a mordere i "criminali della trinità", appiattendosi nell' ombra e stando attento a non smuovere troppe foglie o fare rumore, tendendo però sempre per bene le orecchie per sentire i pesanti stivali degli uomini avversari calpestare il fogliame e prevenire di essere accerchiato...situazione spesso non proprio facile visto che come dicevo poche righe più su, assieme ai pericolosi uomini della trinità, a causare il muoversi di foglie e fronde non vi erano solamente i pesanti anfibi dei militari ma anche le tenere zampette pelose di scimiette e topini.

Insomma, un gioco del 2018 che presenta moltissimi difetti ma che come altri titoli simili riesce ad eccellere comunque in qualcosa che secondo me lo rende unico e divertente da approcciare e provare e che pochi titoli possono vantare; se non si fosse capito... vi sto invitando a provarlo, potrebbe valerne la pena, ve lo assicuro.

E voi avete giocato Shadow of the Tomb Raider? Vi è piaciuto? fatemelo sapere qui sotto nei commenti! Alla prossima!


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