The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Aggiornamento: 22 apr


Info

Nintendo EAD

Piattaforme: Nintendo Switch/WiiU

Genere: Azione/avventura/Open world

Data di uscita: 03/03/2017

PROLOGO:

Questa mia esperienza ha bisogno di una parentesi iniziale più corposa:

l’epoca Wii/Ps3/X360/WiiU mi aveva lasciato piuttosto scottato: sulle console Nintendo adoravo molti titoli ,ma detestavo l’hardware sulla quale giravano, mentre sulle console concorrenti apprezzavo di più l’hardware, ma faticavo a trovare titoli che mi colpissero…ero sull’orlo dell’abbandonare l’hobby dei videogiochi.

Diedi, dopo diverse spintarelle, l’ultima chance per convincermi a Nintendo Switch e The Legend of Zelda Breath of the Wild: una console interessante e un gioco allegato che seguivo da più di 5 anni.Il gioco si proponeva come (forse) l’ultima occasione di riscatto per Nintendo, prometteva di rivoluzionare l’ amata serie e di dare uno scossone generale al media, pensai che se mi avesse deluso anche un gioco del genere, avrei abbandonato o messo in pausa l’hobby, senza troppo risentimento.

LA LEGGENDA HA INIZIO:

Link si sveglia, chiamato mentalmente da Zelda, e viene aiutato a orientarsi, dato che non ricorda più nulla; con in sottofondo la voce di Zelda ricevo la tavoletta Sheikah nel tutorial dei comandi e poi dopo nemmeno 3 minuti ho già il pad in mano e scorrazzo per l’altopiano delle origini, cominciando a raccogliere materiali e dei miseri rami da usare come arma…

Parte così senza fronzoli un tutorial ben privo di filmati ma con tanto tanto gameplay, come piace a me.

Un anziano incappucciato dall’aria sospetta mi da delle dritte sul cosa aspettarmi dall’altopiano, mi accorgo così che l’intro del gioco è guidato negli obiettivi da perseguire e lo seguo con interesse, noto subito una difficoltà generale piuttosto elevata, i nemici hanno ottime routine e si coordinano e interagiscono tra di loro, la loro IA comunica con le altre vicine ,quindi è difficile prenderli di sorpresa ,ci sono meccaniche Stealth implementate molto bene e l’intelligenza dei nemici rende difficili gli approcci ,che risultano quindi molto soddisfacenti quando hanno successo; sebbene nel combattimento vero e proprio si comportino come in altri giochi di azione fantasy, sono però spesso numerosi e in grado di accerchiarmi facendo apparire spesso la scritta game over; mi accorgo che se i checkpoint non fossero così tanti e così ravvicinati sarebbe stato addirittura frustrante. E’ nelle primissime ore che imparo a conoscere le basi del mondo di gioco ,dalla cucina, al vestiario utile per proteggersi dal clima oltre che dai nemici, ai primi esperimenti con la fisica di gioco per interagire con ambiente o con i mostri fino alla scalata di pareti e alberi; si viene dotati di 4 armi ancestrali, dopo la risoluzione dei relativi “dungeon tutorial”; ancestrali come la tavoletta Sheikah donataci da Zelda da cui derivano e da cui vengono azionati:

Kalamitron per interagire, spostare, lanciare e disotterrare qualsiasi oggetto metallico.

Glacier: per creare torri di ghiaccio di circa 3 metri, scalabili , da pozze di acqua.

Bombe ancestrali Rotonde e cubiche: esplodono e fanno male, quelle rotonde…rotolano, le altre no.

Stasis: ferma il tempo per un nemico o un oggetto e permette di modificarne la fisica e la direzione di movimento una volta finito l’effetto.


Uno dei primi panorami che Zelda botwcoffre.
Uno dei primi panorami che il titolo offre. Ovunque si posi lo sguardo, il nostro Link può mettervi piede.

DOVE NACQUE LA LEGGENDA:


Finito il tutorial, torno dal non poco sospetto anziano incappucciato e vengo a conoscenza di quello che successe a Link e al mondo un secolo prima, tramite un filmato doppiato.

Il regno di Hyrule nella guerra contro la calamità Ganon :esso e il proprio esercito di mostri , attaccano le difese del regno e delle razze umanoidi che cercano di opporvisi, i popoli di Hyrule sanno di essere in estrema difficoltà e provano a riesumare e a riattivare i “colossi Sacri”, enormi macchine da guerra magiche, con la stessa tecnologia della tavola Sheikah.

Link è la guardia personale di Zelda mentre i Colossi sacri vengono guidati dai campioni dei rispettivi popoli.

La Calamità però è troppo forte e i suoi eserciti troppo vasti, i colossi sacri cadono in mano nemica e il regno già devastato dalla guerra sta per essere distrutto…Zelda come ultimo atto usa il suo potere per imprigionare magicamente se stessa e Ganon in una gabbia magica indistruttibile ma slegata dal tempo…Le ferite immonde che Link subì nella guerra impiegarono 100 anni a guarire del tutto e in quel lasso di tempo il potere di Zelda cominciò a perdere efficacia, lasciando ritornare i mostri nel regno e facendo si che Ganon lentamente ricominciasse a prendere potere e influenza sugli stessi.

In quegli anni le popolazioni impararono a tenere a bada i mostri ormai senza un tiranno a guidarli, e si radunarono in pochi centri e villaggi per sopravvivere in quel che rimaneva del mondo in rovina.

Scopro che Link è l’unico con le possibilità per battere Ganon e salvare Zelda e il regno.

Finito questa ottima cinematica di storia ricevo la paravela , che mi permetterà di librarmi da qualsiasi altezza senza morire. Mi accorgo quindi che il gioco mi sta dando un messaggio importante, questi gadget sono tutto l’equipaggiamento importante che riceverò durante l’intero gioco, il resto della mia avventura è tutta opzionale, è tutto legato a ciò che io vorrò fare…questa cosa subito mi spaventa un po’ , mi viene sbattuta in faccia la verità , questo non sarà uno Zelda classico, non avrò dungeon risolvibili solo con l’equipaggiamento trovatovi nello stesso; sembra quasi un remake del primo Zelda per Nes, insomma, al posto di “fuori è pericoloso!prendi questa spada” mi sono state date cose diverse( e nessuna spada ), ma la sostanza è la stessa, sono esaltato e un po’ spaventato al tempo stesso.


DOVE SCOPERTA E VIAGGIO SI INCONTRANO:

Mappa di Zelda Botw con sacrari.
La mappa di gioco è immensa ma piuttosto densa di attività da svolgere.

Mi accorgo ben presto che non c’è proprio da spaventarsi; il protagonista del gioco non è Link, o la principessa Zelda da salvare assieme agli abitanti di Hyrule…il protagonista è il mondo di gioco intero, un mondo non solo enorme, ma pieno di cose da fare ,di mini dungeon e di sfide, di collezionabili che sbloccano ricompense nel gioco, di missioni secondarie, di personaggi caratterizzati benissimo e della scoperta.

Si , sebbene girando su macchine da 350 grammi di peso, quindi limitate lato tecnico per forza di cose(problemi di pop up evidenti e di modellazione poligonale povera negli oggetti lontani), il mondo di gioco è semplicemente meraviglioso: vasto e sconfinato, con molteplici strati data la sua acclamata estensione verticale, realistico (anche troppo a volte) e vivo, la calamità ha lasciato Hyrule completamente distrutta , quindi il mondo è perlopiù disabitato e in rovina, ma non per questo vuoto ,giocando vengo pervaso da un level design di un livello eccezionalmente alto, ogni volta che muovo la telecamera intorno a Link, noto posti che attirano la mia attenzione e che mi spingono a deviare strada, sia esso un masso sospetto , una collina che sono sicuro nasconda qualcosa, un sacrario, un enigma ambientale oppure la vista di strutture abitate o personaggi ,questo mi permette veramente di “vivere” l’emozione di esplorare una landa sconfinata e desolata.

Oltre alle varie strutture naturali o artificiali che compongono il gioco, noto che i mostri si radunano spesso in campi di fortuna, mentre gli abitanti del regno si sono rifatti una vita e sono ignari della calamità che si sta per risvegliare. Noto anche una cosa meravigliosa che pochissimi altri giochi offrono: il mondo di gioco è assoggettato alla fisica ,che posso usare a mio vantaggio se imparerò a domarla, in caso contrario potrebbe essere essa stessa a distruggere me.

Per me fu impossibile non rimanere sorpreso nello

La fisica in Zelda botw
Un albero viene colpito da un fulmine, si spezza e prende fuoco.

scoprire cosa offriva questa feature, poter folgorare i nemici con i piedi bagnati, poter spaventare o allertare i nemici col fuoco, poter tagliare degli alberi e far rotolare i tronchi per creare passaggi o per investire i mostri, poter farmi aiutare dal vento per appiccare il fuoco o lanciare oggetti più lontani, avere una spada magica del fuoco sulla schiena mi riscalderà in caso di freddo ma mi ucciderà se indossata nel deserto sotto il sole, insomma l’unico limite è la mia fantasia.

Certamente d’altro canto tutto ciò mi rovinerà i piani più volte, una fitta pioggia mi costringerà ad abbandonare una scalata impervia o mi vieterà di creare un fuoco da campo all’aperto, in una tempesta di fulmini non dovrò indossare indumenti od oggetti metallici, un clima troppo caldo o troppo freddo mi obbligherà a equipaggiarmi meglio per non morire di stenti, i viaggi lunghi è meglio non farli di notte dato che sebbene i mostri dormano, qualcosa di peggio si risveglia e questi sono solo alcuni esempi, che sebbene alla lunga possano causare noie sono anche piacevoli da padroneggiare.

UN REGNO SPEZZATO MA VIVO:

Addentrandomi nell’esplorazione e progredendo nella storia mi accorgo di un possibile difetto, il mondo di gioco è immenso ma in diverse occasioni piuttosto vuoto, o perlomeno naturale e realistico, come in natura non trovo una grotta o una rovina ogni chilometro, questo accade anche in Zelda in alcuni punti della mappa, mi accorgo però di amare questo lato del gioco, sebbene a volte sia lunga viaggiare da un punto all’altro…lo trovo stimolante, monto sul mio fido cavallo e procedo nella prateria o in un boschetto, cullato da note di pianoforte che per quanto non memorabili, accompagnano le cavalcate e scandiscono ogni momento nel meraviglioso mondo di gioco.


Lynel Zelda.
questi bestioni sono davvero ostici da affrontare ma la ricompensa è notevole.

Infine , trovo apprezzabile un’ altra feature piuttosto criticata e parlo del sistema di rottura delle armi: sebbene le prime 3-4 ore di gioco sia veramente difficile trovare armi buone, avanzando capisco che non avrebbe avuto senso fare diversamente, i nemici così non sono più una rottura di scatole, ma sono una sfida e una ottima opportunità per appropriarsi del loro equipaggiamento, questa meccanica favorisce anche moltissimo il fattore “loot” del gioco, che funziona perfettamente.

Trovo anche la quantità di elementi secondari nel gioco veramente soverchiante, dalle risorse di crafting, fino ai semi Korogu che capisco dopo nemmeno una decina di ore che non troverò mai tutti (sono 900 semi da trovare!).

La feature secondaria che più mi ha affascinato è senza ombra di dubbio la meccanica del recupero dei ricordi di Link: legata a delle foto da visionare che mostrano un paesaggio in cui si deve tornare per poi sbloccare la memoria del protagonista e approfondire la storia di Link e dei suoi amici, tramite delle cinematiche; estremamente stimolante data, come nel resto del gioco, la quasi totale assenza di indicatori da seguire.

Alcune missioni secondarie sono davvero ben riuscite e mi hanno fatto appassionare parecchio, mentre altre meno, in generale non sono tantissime ma perlopiù ben realizzate e difficilmente annoiano.

LA KILLER APP DI NINTENDO SWITCH:


Sebbene il gioco mi esalti nella sua quasi totalità , dalla libertà di azione e di esplorazione fino al farming mai troppo invadente o invalidante, trovo alcuni difetti evidenti, dal netto di un framerate che nei punti più densi fa un po i capricci; in generale la varietà di nemici non è molto alta, si parla di una dozzina di nemici con 2-4 varianti ciascuno, la storia mi piace molto anche se si nota che sia fatta apposta per lasciare libertà di esplorazione, e per non mettere fretta; un vero peccato che non ci sia un minimo di endgame.

Anche il bilanciamento di gioco superate le 70-80 ore comincia a mostrare un po’ il fianco, alcuni nemici mi causano dei game over ripetuti e altri vengono brutalizzati come niente fosse.

Il difetto più fastidioso secondo il mio punto di vista riguarda però Dungeon e boss, sebbene i sacrari siano oltre 100, non tutti sono ispirati (ed era impossibile fare altrimenti), ma mi aspettavo che almeno i 4 ‘’Dungeon principali’’fossero all’altezza di quelli dei precedenti capitoli della saga o quasi, mi han deluso parecchio per semplicità e meccaniche, come han fatto i boss principali del gioco tutti, paradossalmente, la maggior parte dei boss opzionali è ben più difficile da battere di quelli principali. Al netto di alcuni difetti che non ne minano minimamente l’esperienza complessiva, The Legend of Zelda: breath of the wild penso rimarrà uno dei miei giochi preferiti di sempre per tantissimo tempo a venire ed è grazie a esso che ritrovai una rinnovata fiducia nel media dei videogiochi.

Votazione Zelda Breath of the wild


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