The Witcher 3: Wild Hunt

Aggiornamento: 27 mag


info

CD Project RED

Piattaforme: Ps4/ Xbox One/ PC /Nintendo Switch

Genere: azione/ GDR open-world

Data di uscita: 18/05/2015

PROLOGO:


Compro e scarico il gioco ben oltre la sua data di uscita effettiva, quindi il mio giudizio e le emozioni provate non corrispondono propriamente alla effettiva data di pubblicazione, ma di qualche anno successivo.

Le varie recensioni e i vari video usciti in contemporanea al titolo parlarono di un capolavoro a tutto tondo, dunque ,molto cinicamente come mio solito, non mi aspettai niente di tutto ciò; sopratutto non digerendo troppo le avventure dalla componente narrativa predominante non mi approcciai al gioco con troppo hype. Trovai super interessante l’opzione della simulazione dei salvataggi del capitolo precedente (che non ho mai giocato).

Iniziai il gioco in modalità difficile sperando in una bella sfida.



IL LUPO E LA SUA MAGA:

Yennefer Witcher 3
L'avventura parte con la ricerca di Yennefer

Il gioco si apre con un resoconto di quello che offre il mondo di gioco, rappresentato tramite una voce narrante e dei disegni statici proposti a mo’ di fumetto: la guerra iniziata dall’ imperatore dilaga su tutta la regione ed è l’elemento principe , c’è anche un focus su cosa sia la serie in generale, quindi magia, mostri e caccia selvaggia oltre ad una una bella e doverosa enfasi sugli strighi e come vengono visti dalla società… insomma un buon intro per chi si affaccia alla serie per la prima volta.

Il gioco procede poi con una cinematica in cui Geralt (il protagonista) e Vasemir (il vecchio maestro) indagano su un campo di battaglia in cerca dell’ amata e sfuggente maga Yennefer.

Ancora una cinematica in-game, che deriva da un sogno derivante un periodo forse mai esistito da parte dello strigo stesso: Geralt e Yennefer dormono assieme a Kaer Morhen, parte così un prologo per presentare i comandi e le meccaniche di gioco; già dai primi minuti capisco che la componente narrativa sarà predominante e che mi seccherà quasi sicuramente se i tagli saranno gli stessi: nella prima mezz’ ora di gioco, prendo il pad in mano ben pochi minuti in totale dato che tutto il tempo lo passo tra i diversi dialoghi e filmati.

witcher 3 geralt
Il mondo aperto è fedele a quello dei romanzi.

NEI PANNI DELLO STRIGO

Il prologo-sogno coi comandi base finisce in un incubo: la caccia selvaggia trova e uccide Cirilla, Geralt si sveglia e dopo qualche chiacchera con Vasemir, mi ritrovo di nuovo pad alla mano, a cercare Yennefer in un villaggio logoro.

Sempre a mo’ di tutorial, la prima missione parte con il Signore del villaggio che promette di dare informazioni sulla maga allo strigo, in cambio dell’uccisione di un grifone.

Imparo così a destreggiarmi meglio e a capire il combat system, la meccanica dei segni( piccoli incantesimi), e dare uno sguardo alla parte GDR del gioco.

Tecnicamente il gioco si presenta solido e la sua componente artistica rappresenta alla perfezione il mondo descritto da Sapkowski nei romanzi, mentre i personaggi principali pur restando fedeli nella caratterizzazione , sono abbastanza stravolti nelle rappresentazioni estetiche e poligonali.

Nelle prime ore passate nel verde del mondo di gioco mi trovo piuttosto a mio agio, la difficoltà però mi sembra un po’ starata nel rapporto danno/recupero vita e non capisco bene alcuni meccanismi dell’impianto di gioco; i dettagli e le architetture del mondo in se sono piuttosto interessanti e le musiche che accompagnano le prime ore sono davvero azzeccate e ben riuscite.

La storia comincia ad appassionarmi anche se già nelle prime ore dia un po’ la sensazione di una trama piatta e banale, la scrittura mi sembra valida anche se un po’ stancante da seguire, a volte, data la longevità di alcune cinematiche e dei molti dialoghi.

Non apprezzo da subito alcune derive GDR che il gioco offre e che avrei evitato, in fondo Geralt è un personaggio scritto e conosciuto quindi non trovo sensato che mi sia permesso di fare determinate azioni che potrebbero cozzare profondamente con il suo carattere.




UN MONDO IN CRISI TRA GUERRA, MOSTRI E MAGIA:


Proseguendo nella main quest, esce fuori la vena narrativa del titolo, ovvero cercare Cirilla, tanto per cambiare, con una costruzione della storia piuttosto meccanica: la trama in se si fa apprezzare e mi trascina quasi sempre in scioltezza verso la prossima meta, lasciandomi comunque molta libertà come da buon open world,

Cirilla Ciri Witcher 3
Il povero Geralt passa la vita a cercare la Leoncina di Cintra

viene però portata avanti in modo perlopiù meccanico dato che fondamentalmente Geralt dovrà sempre andare dal punto A al punto B dove si presuma sia Ciri, dal punto B dopo poche indagini verrà a galla che Ciri non vi è presente e quindi bisognerà andare al punto C ,poi al D e così via; trovo questo metodo abbastanza armonioso in senso narrativo dato che Ciri sta effettivamente fuggendo dalla Caccia Selvaggia, ma abbastanza prevedibile e quasi scontato in termini di mero gioco.

A differenza della missione principale mi accorgo ben presto che le secondarie siano la vera anima dell’ avventura dello Strigo (per quanto siano presenti numerose fetch quests), la maggior parte di esse ha delle mini trame che si sviluppano e articolano in modi molto d’impatto sia a livello narrativo che esplorativo e molti personaggi non principali sono comunque scritturati piuttosto bene e questo ne accresce il fascino;

Il sistema di combattimento è invece un fiasco totale per quanto mi riguarda, non solo è molto approssimativo, date le poche azioni da intraprendere, ma è starato in modo evidente , cosa aggravata dalla IA dei nemici che è veramente grezza : fondamentalmente ho trovato che si possano perdere gli scontri 1V1 solo volendolo (o per rottura degli equipaggiamenti), persino contro nemici di livello molto superiore a quello del mio avatar dato che eseguendo esattamente 2 attacchi e una schivata leggera nessun nemico (boss compresi!) ha la facoltà di colpirmi in mischia; mentre con un numero di nemici maggiore questo metodo non funziona per il semplice fatto che la IA non si cura di ciò che la circonda e in questo caso ne trae vantaggio (i nemici attaccano e basta, senza interazioni).

Geralt Triss Witcher 3
Alcuni personaggi sono lontani dall' estetica proposta nei romanzi, ma va bene così

Altro meccanismo che non tollerai molto e che mi lasciò deluso proprio perché reputo importante è la progressione GDR dello Strigo: i vari alberi delle abilità sono numerosi e hanno diversi utilizzi, ma non trovai quasi mai mordente o dei cambiamenti reali a quello che propone l’avanzamento di livello e l’acquisizione delle suddette abilità, così come non apprezzai troppo il sistema di creazione oggetti che per fortuna non ho mai praticamente usato nè sentito bisogno di usare; non mi fece impazzire nemmeno la parte di creazione e potenziamento dell’ equipaggiamento; insomma… mi delusero tutte le feature su cui puntavo di più…

L’ open world rimane un open world classico, probabilmente pre-Zelda lo avrei apprezzato di più ma giocandolo dopo Breath of the Wild ne rimasi piuttosto scottato, il fatto che non ci fosse la minima interazione con il mondo lo trovai abbastanza pesante perchè magari sarebbe servita dato che ad esempio è veramente facile far incastrare mostri e NPC in elementi di terreno come arbusti, che con un colpo di spada sarebbero potuti essere tagliati facilmente. Le cavalcate sono piuttosto piacevoli, grazie anche alla colonna sonora che accompagna, ma la fisica del cavallo in se è davvero mediocre.

ODIO E AMORE:

Esattamente come il sentimento che provano reciprocamente Geralt e Yennefer, provo quasi lo stesso per il gioco.

-ODIO- La cosa che ho trovato più pesante in assoluto è il combat system ma in seconda posizione metto, senza vergogna alcuna, le scelte narrative: è strapieno di frangenti (sia main quest che nelle secondarie) dove dopo minuti interminabili di dialoghi, si torni al gameplay vero e proprio solamente il tempo di pochi passi perché di nuovo appaiono a schermo altri interminabili dialoghi; ricordo bene di aver fatto delle sessioni lunghissime fatte solamente di dialoghi e camminate che mi hanno annoiato all’inverosimile.

Anche tutta la parte GDR per me non è salvabile , l’avrei apprezzata davvero tanto fosse stata più snella e intuibile ma così oltre a essere noiosa risulta pure piuttosto futile per proseguire, inoltre mi sono trovato spesso a chiedermi il perché di un GDR a livelli per un gioco simile: dove “il macellaio di Blaviken “ sia inerme contro a delle semplici guardie in calzoni logori solo perché il gioco vuole così; avrei preferito un action classico dove, visto che Geralt alla fine è sempre un buono, mi fossero vietate alcune scelte a prescindere, al posto di avere delle finte libertà.

Come difetto aggiungerei anche la difficoltà del gioco, a livello difficile è davvero una passeggiata di salute per chiunque abbia dimestichezza con titoli simili.



-AMORE- In fin dei conti sono piuttosto legato al mondo di The Witcher e ai suoi personaggi, essendo un lettore dei romanzi, e vederli così ben rappresentati è sempre un piacere, così come è un piacere impersonare lo Strigo. Il mondo aperto ha delle fasi di staticità e delle fasi dove sembra davvero vivere di vita propria indifferentemente al nostro operato, scelta davvero apprezzabile .

Inoltre comunque per quanto l’open world del titolo sia datato è comunque piacevole da vedere e da ascoltare, sia grazie alla superba colonna sonora sia ai commenti sempre d’impatto di Geralt. Per quanto questo possa sembrare poca roba rispetto a tutti i lati che non ho amato, potrebbe comunque bastare per permettermi una seconda run ,perchè alla fine dimenticarsi di Geralt, Ranuncolo, Yennefer e Cirilla... è impossibile.






Fateci sapere cosa ne pensate qui con i commenti, un saluto virtuale a tutti.


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